Al centro della trama vi è Karsh (interpretato da Vincent Cassel), un imprenditore milionario devastato dalla perdita della moglie. In risposta al suo dolore, Karsh sviluppa una tecnologia rivoluzionaria chiamata GraveTech, che consente ai vivi di monitorare in tempo reale la decomposizione dei propri cari defunti avvolti nei sudari. La situazione precipita quando diverse tombe, inclusa quella della moglie, vengono profanate, spingendo Karsh a intraprendere una ricerca dei responsabili.
Il titolo “The Shrouds” gioca sul doppio significato del termine inglese “shroud”, che si riferisce sia al sudario, sia a qualcosa che copre o nasconde. Cronenberg sovverte la sua funzione tradizionale: anziché celare la realtà della morte, lo utilizza per rivelarla. Questa scelta fa parte di una lunga riflessione personale, nata dal lutto per la perdita della moglie Carolyn nel 2017. Proprio come ha dichiarato lo stesso Cronenberg:
Ho scritto questo film mentre affrontavo il dolore per la perdita di mia moglie, scomparsa sette anni fa. Per me è stata un’esplorazione, perché non si trattava solo di un esercizio tecnico, ma anche di un esercizio emotivo
Emozioni al Cinema
La tecnologia dei sudari digitali ideata da Karsh nel film funge da metafora del cinema stesso. Cronenberg osserva come il cinema possa essere visto come un cimitero, un mezzo attraverso il quale possiamo vedere e ascoltare persone ormai scomparse, rendendole quasi presenti, sottolineando il potere della settima arte di mantenere in vita i ricordi e le immagini dei defunti.
Il tema del corpo è centrale in “The Shrouds”, come in gran parte della filmografia di Cronenberg. Fin dai suoi primi lavori, il regista ha esplorato la relazione tra corpo e identità, spesso attraverso la lente della trasformazione fisica e della mutazione. In questo nuovo film, il corpo dei defunti diventa oggetto di osservazione tecnologica, ponendo interrogativi sulla nostra relazione con la morte e su come la tecnologia influenza la nostra percezione del corpo e della mortalità.
Con “The Shrouds”, Cronenberg continua la sua ricerca sulle tematiche legate al corpo, alla tecnologia e alla mortalità, offrendo al pubblico una visione provocatoria e profondamente personale della nostra relazione con la morte e con i corpi dei nostri cari.