Fine anni ’90. A uno dei concerti di beneficenza tenuti da Patti Smith in quel periodo, l’allora cantante degli R.E.M. si trova seduto, coincidenza, vicino al magnate e uomo d’affari (nonché futuro presidente degli Stati Uniti) Donald Trump. “Siamo arrivati tardi, e c’era posto solo nella cabina VIP” racconta Stipe a Stephen Colbert “Entra quest’uomo d’affari, questo grande tizio rumoroso. Si siede vicino a noi. Parlava alla sua compagna, e ha seguitato a parlarle per tutta la performance. Era molto dirompente e rumoroso, per essere franco. Alla fine gli ho detto: ‘Scusami, lei [Patti Smith] è mia amica. E tu devi smettere di parlare. Che cosa stai facendo? Stai zitto!” Secco e deciso.
Infine, Trump si alza e se ne va, per fortuna. Forse un segno del destino, vista l’attuale (e ovviamente giustificabile) avversione degli ex-membri dello storico gruppo alt-rock nei confronti di Donald Trump. Situazione esasperata dall’uso che il presidente degli U.S.A. fa della musica del trio ai suoi comizi. “Perché non adottate un approccio più forte [in merito]?” chiede Colbert nell’intervista a Stipe. Al che il cantante risponde citando Michelle Obama: “Perché prendiamo la strada alta. Quando loro scendono in basso, noi saliamo in alto“. Classe e fermezza da una delle autentiche icone del rock americano degli ultimi quarant’anni. Non abbiamo che da imparare da Stipe e colleghi.