Top 10 film giapponesi

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Seppuku

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parlare del cinema giapponese è un compito complesso, spesso tendiamo a non saper guardare oltre i cinema statunitense ed italiano. Personalmente trovo che ogni amante del cinema dovrebbe approfondire il cinema orientale, che non è assolutamente inferiore ai vari italiano, statunitense, francese, tedesco e via dicendo.

Se parlare del cinema giapponese è un compito complesso, stilare una top 10 tra tutti i capolavori che ci ha regalato lo è ancora di più, ma ci proveremo.

 

10° posto:

IL GUSTO DEL SAKÈ

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Ci pensa un certo Ozu, con il film che chiuse la sua gloriosa carriera, ad aprire questa lista. Il regista giapponese tratta con enorme bravura temi che troviamo anche in altri suoi film come l’amicizia ed il rapporto genitore-figlio (in particolare tra il padre e la figlia). Ozu descrive la solitudine dell’anziano Shohei Hirayama, interpretato da Chishu Ryu, dal momento in cui sua figlia si sposa. Molto particolare il titolo “Il gusto del Saké”, bevanda alcolica giapponese che gioca un ruolo importante all’interno di questo grande dramma sulla solitudine e sul destino. Interessante il parallelismo con Tardo Autunno sempre di Ozu che non ho inserito nella lista perché, nonostante sia un ottimo film, non lo trovo al livello dei 10 che ho scelto.

 

9° posto:

HARAKIRI

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Unico film in lista di Masaki Kobayashi, regista che merita di essere menzionato. Definito dal suo stesso “creatore” un film non sui Samurai ma sull’oppressione del Giappone causata dallo Shogunato (gli shogun sono i capi delle spedizioni belliche che dominarono il giappone tra il 1200 ed il 1300). Lo stesso Kobayashi visse in prima persona l’esperienza della guerra e, tramite l’uso dei flashback, narra la storia di un samurai (precisamente un Ronin, ovvero un samurai senza padrone) che cerca un luogo dove poter commettere un harakiri (rituale di suicidio). Grande critica di Kobayashi alla sua terra, un film da guardare se si ama il cinema giapponese e la cultura giapponese in generale.

 

8° posto:

VIAGGIO A TOKYO

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Di nuovo Ozu con quello che probabilmente è il suo film più celebre. Viaggio a Tokyo è uno dei film più maturi del regista, proprio come il film che ho inserito in nona posizione, anche in questo troviamo una critica del regista alla propria “casa”. Quello che Ozu vuole mettere in risalto è, infatti, la perdita dei valori in una Tokyo malinconica. Un capolavoro sullo scorrere del tempo e, più in generale, sulla vita. Il film prende il nome proprio dal viaggio verso Tokyo di due coniugi (tra cui un grande Chishu Ryu, attore feticcio di Ozu) che, spinti dal voler incontrare i loro figli, trovano una situazione molto diversa, causata proprio dal tempo che avanza e che tende, spesso, ad allontanare i figli dai genitori.

 

7° posto:

LA VENDETTA DEI 47 RONIN

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Entra in gioco Mizoguchi, secondo il sottoscritto il più grande regista orientale di sempre, oltre che uno dei migliori 10 registi del cinema mondiale. Il film scelto è La vendetta dei 47 ronin, uno dei vari capolavori del regista. Interessante sapere che questo film è tratto da una storia vera, accaduta tra la prima metà di marzo del 1701 ed il 3 febbraio del 1703, che ha ispirato, oltre al capolavoro di Mizoguchi, svariati racconti. Per evitare spoiler non dirò molto riguardo alla trama, il film narra del tentativo di 47 ronin di vendicare la morte del padrone (che è la causa del loro appellativo “ronin”), costretto al suicidio (suppuku) da parte del nobire Tamura. Il film ruota intorno a questo tentativo di vendetta, Mizoguchi ritrae un mondo estremamente realistico con i suoi aspetti positivi e negativi. “Sembra che siano morti con grande dignità. Abbiamo portato a termine la nostra missione”. Capolavoro.

 

6° posto:

RAN

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Non poteva mancare il grandissimo Akira Kurosawa, definito da molti il miglior regista del cinema orientale, in questa lista. Uno dei tanti film ispirati ad uno dei racconti del grande Shakespeare (in particolare a Re Lear), quest’opera è una grandissima descrizione dell’epoca feudale giapponese. Le battaglie sono orchestrate come solo Kurosawa sapeva fare, grazie anche agli splendidi costumi per i quali il film vinse l’oscar. Il film si basa sulla storia di un principe, Hidetora, che decide di dividere i suoi averi tra i tre figli; tutto questo sarà causa di odio tra gli eredi, lasciando dietro di sé una striscia di sangue. Non il miglior Kurosawa ma uno dei migliori (e questo dovrebbe far capire che livelli raggiunse questo regista).

 

5° posto:

RASHOMON

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Il film con cui Kurosawa fece parlare di sé in occidente. L’accoppiata Kurosawa-Mifune raggiunge un livello mai visto prima, funziona alla perfezione. Capolavoro sulla “verità” che ci mostra la vicenda di tre uomini, un passante, un boscaiolo ed un uomo di chiesa che narrano la storia di un criminale accusato dell’omicidio di un samurai e dello stupro di sua moglie. Tutti e tre si auto-accuseranno costantemente del delitto pur declinando la responsabilità dell’accaduto agli altri. Stilisticamente è impeccabile (Kurosawa ci regala delle inquadrature geometricamente perfette) ma lo è anche “dentro”, è un film saggio, pieno di morale, come molti film del maestro.

 

4° posto:

VITA DI O-HARU, DONNA GALANTE

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Di nuovo Mizoguchi (e non è ancora finita), di nuovo un capolavoro, di poco fuori dalla top 3. Il film narra di una cortigiana, O-Haru, innamorata di un ragazzo che occupa un gradino inferiore nella gerarchia, questo causerà l’espulsione dalla corte della sua famiglia, compresa lei. O-Haru finirà nel giro della prostituzione e gli annessi drammi che lo caratterizzano. Mizoguchi descrive un sistema spietato, che porta ad un’inesorabile discesa verso il fallimento morale (ennesima critica alla sua terra). Presente anche il grande Toshiru Mifune (e no, non è un film di Kurosawa) in questo capolavoro. “Anche ciò che è bello al mattino si tramuterà in ossa alla sera”.

 

3° posto:

TARDA PRIMAVERA

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La top 3 la apre Yasujiru Ozu con quello che è, secondo il sottoscritto, il suo capolavoro. Sempre presente nel cast Chishu Ryu, che interpreta un anziano vedovo alla ricerca di un nuovo amore, mentre tenta di spingere la giovane figlia a sposarsi ed a non passare la propria vita costantemente a supporto del padre. Tarda primavera è un film di grande espressività, anche questo, come Rashomon, è un film carico di morale. Ozu non cerca lo spettacolo, questo rende i suoi film non adatti alle masse, non che questo sia un difetto. Stupenda la descrizione dei drammi quotidiani che affliggono molti, per non dire tutti, gli uomini. Imprescindibile per ogni cinefilo.

 

2° posto:

I SETTE SAMURAI

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È tornato Kurosawa, I sette samurai è probabilmente il suo più grande capolavoro e nel miglior film del regista non può mancare l’immenso Toshiro Mifune. Questo capolavoro è ambientato nel ‘500, in un Giappone caratterizzato da estenuanti guerre interne, nel quale i contadini assoldano dei samurai per difendere le loro terre, quotidianamente razziate dai briganti. Interessante la rappresentazione dello scontro tra due culture (samurai e contadini) e della speranza di migliorare il mondo in cui si vive. Il film ha una durata non da poco ma grazie alle immagini stupende e ad una grande sceneggiatura vi terrà incollati fino all’ultimo, da vedere e rivedere.

 

1° posto:

I RACCONTI DELLA LUNA PALLIDA D’AGOSTO

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Il trono spetta a Mizoguchi. Oltre che un capolavoro del cinema orientale, I racconti della luna pallida d’agosto, è uno dei migliori film del cinema mondiale (così come tutti i film citati in questa lista). Tra le pellicole elencate è probabilmente la più ricca di morale. Il film è tratto dai racconti “La lubricità del serpente” e “L’albergo” ed è ambientato nel Giappone del 1500. La storia è lineare, i protagonisti sono un contadino, un vasaio e le rispettive mogli. Entrambi cercano il successo, in maniera diversa, durante lo scontro tra gli eserciti imperiali. Non finirà, però, come i due speravano; uno viene sedotto da una principessa tutt’altro che buona, l’altro riesce a diventare un samurai come desiderava da tempo, dimenticando però i valori della famiglia. Stupende le scenografie, solida la sceneggiatura ed immensa la regia di Mizoguchi. Capolavoro imprescindibile.

 

Che altro dire riguardo allo splendido cinema giapponese? Sicuramente che se qualcuno affermasse che il giapponese è il miglior cinema non direbbe niente di strano, è un cinema diverso dal nostro, così come da quello made in USA, pieno di insegnamenti ed immagini straordinarie.