5 motivi per vedere Stranger Things

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Secondo Eraclito l’uomo non poteva fare altro che assistere allo scorrere inesorabile  del tempo cercando di catturare il momento (Carpe Diem), ma essendo in realtà impotente dinnanzi al suo flusso continuo (Panta Rei). Ciò causa uno dei sentimenti umani più forti, e che prima o poi, colpisce ognuno di noi, la nostalgia, associabile a quella sensazione di aver perso dei momenti in cui si era riusciti ad afferrare un quieto vivere, che banalmente definiamo felicità. Tutto questa digressione serve per introdurre una serie che vi consiglio caldamente, e che in buona parte si basa su questa sensazione (la nostalgia s’intende): produzione Netflix diretta dai Duffer Brothers, ovvero Stranger Things. La serie ha un incipit narrativo molto semplice: il dodicenne Will Byers scompare misteriosamente in una cittadina chiamata Hawkins nel 6 novembre 1983. Diversi gruppi di persone, tra cui suoi cari e la polizia, cercheranno di ritrovarlo, noi seguiremo le loro vicessitudini nel tentativo di far luce sull’aura di mistero che aleggia intorno questa sparizione.

Non volendo fare una recensione (sarebbe tardivo) voglio riassumervi ciò che mi è piaciuto di questa serie, elencandone i 5 motivi fondamentali per cui la consiglio vivamente. Partiamo!

Stranger Things

  1. Produzione Netflix, oramai si conferma sinonimo di qualità. Oramai la qualità delle produzioni Netflix è indiscutibile, da Narcos a Daredevil, passando per Better Caul Saul e Orange is the New Black, Netflix non ha sbagliato una delle sue produzioni (probabilmente solo Marseille è l’unica eccezione) e con Stranger Things riconferma la qualità delle sue serie. Tant’è che il servizio di streaming ha confessato di essere in perdita nel suo bilancio, proprio perchè le spese di produzione delle diverse serie supera gli incassi. Nonostante ciò le produzioni stanno aumentando e i dirigenti sono sicuro che il denaro rientrerà, e concordo con loro che valga la pena fare questi investimenti, quando i risultati sono serie come Stranger Things.
  2. Qualità tecnica eccelsa. Le serie televisive solitamente pongono in secondo piano la qualità tecnica (regia, fotografia, montaggio, recitazione e scrittura). Su questo punto c’è poco da discutere. Tecnicamente la serie è di una fattura pregevole. La storia, pur non brillando di originalità, brilla grazie ad un’ottima scrittura dei personaggi e dei dialoghi, e ad un immaginario fantascientifico veramente interessante. La colonna sonora, insieme alla fotografia, riesce a regalare quell’atmosfera che per quanto richiami molto gli anni ’80, risulta essere unica per questa produzione. Da segnalare nella regia diverse inquadrature e stili di ripresa che richiamano direttamente film del periodo in cui la serie è ambientata (similmente a come fa, ad esempio, Tarantino citando Kurosawa o Sergio Leone attraverso alcune inquadrature nelle sue pellicole).
  3. Atmosfera. L’atmosfera della produzione regge buona parte della serie stessa. La trama infatti non brilla nè per profondità nè per originalità, eppure l’ambiente pienamente anni ’80, insieme a un’atmosfera misteriosa peculiare della produzione. Ciò perchè, in maniera hitckockiana all’inizio ci vengon mostrati tutti i segreti di Stranger Things. Eppure solo pian piano riusciremo a ricollegare e comprendere perfettamente tutto ciò che è accaduto, perchè è accaduto, e con quale rapporto causa-effetto. Tutto coadiuvato sia dai riferimenti agli anni ’80 sia dalla messa in scena che svolge sia il ruolo di cornice che, talvolta, di dipinto e ovviamente è cruciale nella costruzione dell’atmosfera dell’opera.
  4. Citazioni e richiami. Uno dei motivi per cui più si è discusso di Stranger Things è per le innumerevoli citazioni e richiami ad altre pellicole o, come nel caso di Dungeons and Dragons, ad altri elementi che hanno raggiunto uno status di cult negli anni ’80. Anche solo vedendo il pilot si colgono chiaramente dei richiami a film quali Alien, I Goonies, E.T. L’extraterrestre, ad esempio. Ma per mitigare l’atmosfera vi sono citazioni anche di altri medium, vedi le diverse citazione ai romanzi di Tolkien o la colonna sonora pregna di pezzi che sono rimasti scolpita nella memoria di chi ha vissuto gli anni ’80.
  5. Critica sociopolitica. Stranger Things, pur essendo una serie con un focus sull’intrattenimento piuttosto che sul contenuto e ciò che esso vuole trasmettere (come invece accade in serie come Breaking Bad che esplora la condizione di un essere umano che “volge” verso il male puro, concetto che viene richiamato dal nome stesso dell’opera). Nonostante ciò non mancano i sottotesti  messaggi, talvolta celati, talvolta meno.  Cercando di leggere tra le righe della serie, infatti, si nota innanzitutto una critica spietata verso il governo americano e i suoi metodi, sia verso chi cerca di portare oltre la natura di un essere umano. Non mancano inoltre delle frecciatine nei confronti della medio-borghesia americana, degli xenofobi e dei prepotenti. La maggior parte del “contenuto” (inteso come ciò che la serie vuole esprimere e comunicare allo spettatore) di Stranger Things si trova nei suoi personaggi e come si relazionano tra loro (ad esempio tramite bambini, amici di Will, viene analizzato il tema dell’amicizia).

Stranger Things

Tirando le somme rinnovo il mio caldo consiglio a dare una chance Stranger Things, una delle serie evento dell’anno prodotta e disponibile sulla piattaforma di streaming Netflix, e di farci sapere la vostra opinione sull’opera dei Duffer Brothers; nel mentre aspettiamo tutti ansiosi la seconda stagione che arriverà nel 2017.