Jack Reacher: Punto di non ritorno – Recensione

Secondo episodio della saga con protagonista Jack Reacher, personaggio creato dallo scrittore Lee Child, sequel di Jack Reacher – La prova decisiva di Christopher McQuarrie, Jack Reacher – Punto di non ritorno è un film del 2016 diretto da Edward Zwick (regista di Blood Diamond, L’ultimo Samurai e Vento di passioni per citarne alcuni). Nel cast troviamo Tom Cruise (che interpreta Jack Reacher e produce anche il film), Cobie Smulders (Robin di How I met your mother), Aldis Hodge e Danika Yarosh.

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Jack è un ex militare che decide di abbandonare la divisa dopo diversi anni di servizio. Pluridecorato ed eroe di guerra, decide di vagabondare per gli Stati Uniti spostandosi continuamente. In questo film Reacher fa ritorno dopo un’operazione condotta con la polizia militare per conoscere finalmente di persona il maggiore Turner (Cobie Smulders), i due infatti si erano precedentemente conosciuti tramite telefonate. Qui scopre che il maggiore è stato incriminato con l’accusa di spionaggio, in seguito alla morte di due militari sotto il suo comando ed al ritrovamento di un hard disk con numerosi file riservati. Reacher subito si reca dall’avvocato assegnato alla donna e cerca di scoprire di più. Arriva un’altra doccia fredda per il nostro eroe. Una donna reclama la paternità di una ragazzina di 15 anni, Samantha (Danika Yarosh). Presto scopriamo che tutti e tre i personaggi sono in pericolo di vita. Dopo poco si ritrovano insieme costretti a fuggire da pericolosi uomini che li inseguono, inizialmente non capiamo bene da chi. Il film prosegue con inseguimenti in auto, a piedi, pugni e calci in ogni dove e la ricerca di informazioni sui due omicidi, visto che ci accorgiamo presto che la Turner è stata incastrata.

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Il ritmo devo dire buono. La questione paternità non diviene subito il centro della trama e nemmeno l’interesse tra il maggiore e Jack Reacher, dato che i nostri eroi sono costretti a scappare. Man mano che si prosegue ogni tassello andrà al suo posto ovviamente, e si capirà chi c’è dietro tutto ciò. Un Tom Cruise ormai incastrato nel ruolo visto e rivisto dell’esperto di lotta/spia/militare di un film d’azione, niente di nuovo nella sua interpretazione quindi. Il personaggio di Samantha forse un po’ sopra le righe, non per la perfomance della giovane attrice, bensì per come è stato scritto: una quindicenne figlia di un ex prostituta che non ha mai conosciuto il padre, militare da quello che dice la madre, che vive dove capita e ruba in giro per arrotondare. Ho apprezzato Cobie Smulders, rende nel ruolo della donna militare dura e anche un po’ fredda. Lo stesso film ha diverse pecche: in primis partendo proprio dal personaggio, mi rimane difficile dare credibilità alla figura dell’eroe quando quest’ultimo è costretto a prendere autobus e a fare l’autostop per spostarsi. Inoltre ci sono a mio parere degli errori che rendono gli eventi troppo inverosimili: innanzitutto quando Reacher torna alla base scambia due chiacchiere con un cadetto per ricavare informazioni, questo soldato donna per tutto il film continuerà a dargli informazioni riservate rischiando la sua carriera militare praticamente sulla base di cosa? Una chiaccherata con una ‘leggenda’ in sostanza. In un secondo tempo troviamo Samantha che deve salvarsi da sola da un killer professionista che cerca di ucciderla. E ci riesce. Senza problemi. Una quindicenne che sfugge ad un sicario professionista e letale con naturalezza. E dulcis in fundo in una scena finale vediamo la stessa ragazzina che riesce addirittura a DISARMARE lo stesso sicario. La sceneggiatura giustifica l’evento mostrando in precedenza il maggiore Turner che in una camera d’albergo aveva mostrato alla presunta figlia di Reacher alcune mosse di autodifesa.

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Sono veramente dubbiosa. Ovviamente un po’ mi aspettavo circostanze del genere, è pur sempre un film d’azione. Però speravo in quel guizzo in più. Che non è mai arrivato. Ripeto il film non annoia e si segue con facilità, si ferma lì però purtroppo. Lo consiglio se si vogliono passare due ore di intrattenimento, magari in compagnia. E nient’altro.